Vini, Cantina

Barolo o Barbaresco?

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Un'immagine di vendemmia nel vigneto Cannubi, a Barolo (CN)

Due vini, un unico vitigno: Barolo e Barbaresco sono le due voci più conosciute del Nebbiolo delle Langhe. Entrambi DOCG dal 1980, entrambi icone dell’enologia italiana, hanno caratteri diversi e sfumature che li distinguono all’assaggio. Ma quali sono le differenze tra il Re e il Principe delle Langhe?


LA ZONA DI PRODUZIONE

Nonostante le zone di produzione di Barolo e Barbaresco si trovino a pochissima distanza in linea d’aria, la distinzione è importante: il Nebbiolo è infatti un vitigno particolare e camaleontico, le cui lunghe radici raccolgono ed esprimono le più sottili differenze dei suoli d’origine.

Barolo | La zona del Barolo abbraccia un’area geografica piuttosto ampia. Si produce nei comuni di Barolo, Serralunga d’Alba, Castiglione Falletto, Novello, Grinzane Cavour. La Morra, Monforte, Verduno, Novello, Grinzane Cavour, Diano d’Alba, Cherasco e Roddi sono invece interessati solo con porzioni dei loro territori. L’estensione dell’area produttiva del Barolo risulta in una notevole diversità di microclimi e terreni, con conseguenti differenze nei vini; proprio per questo, ogni comune della zona del Barolo ha i suoi crus, o Menzioni Geografiche Aggiuntive. Le MGA del Barolo sono ben 181, e sono state approvate nel 2009.

Barbaresco | Il Barbaresco è prodotto in un’area geografica più circoscritta, nei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso, e una piccola parte di Alba; i cru di Barbaresco sono 69.


I SUOLI

Barolo | Le colline di Barolo, situate tra i 200 e i 500 metri sopra il livello del mare, ospitano terreni molto minerali, prevalentemente composti da marne argillose e ricche di calcare. Questi suoli forniscono ai vini Barolo la loro struttura imponente e i tannini vigorosi, rendendoli ideali per l’invecchiamento a lungo termine.

Barbaresco | I vigneti del Barbaresco si trovano su colline leggermente più basse, tra i 200 e i 350 metri di altitudine, in suoli più sabbiosi, che contribuiscono a un carattere più morbido e una struttura più fine. L’armonia di terreno e clima, qui fortemente mitigato dalla vicinanza del Tanaro, favorisce la produzione di vini che sono spesso più accessibili in giovane età.


L’AFFINAMENTO

Barolo | Il Barolo impone requisiti più rigorosi per l’invecchiamento: la denominazione richiede un periodo minimo di affinamento di 38 mesi, di cui almeno 18 devono essere trascorsi in botti di legno. Questo processo contribuisce in modo significativo alla struttura e alla complessità dei vini, che spesso raggiungono il loro apice solo dopo molti anni di invecchiamento in bottiglia.

Barbaresco | Il Barbaresco presenta invece requisiti di invecchiamento meno stringenti. Un vino può essere etichettato come Barbaresco con un minimo di 26 mesi di invecchiamento, di cui almeno 9 mesi in legno. Ciò spesso si traduce in vini più più accessibili in giovane età, che possono però ugualmente migliorare notevolmente con il tempo, specialmente nelle annate eccezionali.


I VINI

La diversità delle caratteristiche aromatiche tra i due vini può essere influenzata da fattori quali l’esposizione al sole, il microclima, l’età delle vigne e le tecniche di vinificazione specifiche del produttore.

In generale, il Barolo tende ad avere aromi più complessi e speziati, con note di frutti rossi e neri, cuoio, rosa appassita e notevole persistenza.

Il Barbaresco, invece, offre frutta più fresca e un profilo aromatico più delicato, pur mantenendo la distintiva impronta del Nebbiolo.


I NOSTRI BAROLO E BARBARESCO

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