Vini, Cantina

Un’altra vendemmia è finita. Ecco il commento di Giovanni Minetti, CEO di Tenuta Carretta

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A Tenuta Carretta è terminata anche questa vendemmia 2016, alla fine rivelatasi, in sintesi, davvero splendida.

Alcune annotazioni.

Intanto si è trattato di una vendemmia che è durata molto a lungo, con qualche leggera pioggia in ottobre che è andata ad intervallarsi a giornate soleggiate e calde e a notti fresche. Questo andamento climatico – che aveva peraltro caratterizzato l’andamento della maturazione già dal mese di luglio – ha finito con il favorire una perfetta maturazione dei grappoli per tutte le varietà, a partire dall’Arneis e dal Dolcetto per finire con Barbera e Nebbiolo. Il bel tempo ha poi consentito di programmare al meglio la raccolta anche delle uve tardive, consentendoci di anticipare o di ritardare il distacco dei grappoli in funzione del miglior grado di maturazione, fattore determinante per la qualità dei vini che hanno per protagoniste le uve Nebbiolo.

Per quanto riguarda il Nebbiolo, da qualche anno ormai siamo sempre più attenti alla maturazione delle sostanze polifenoliche, un indice che va ad aggiungersi alla consueta determinazione del grado zuccherino e del tenore di acidità. Avere vini con tannini maturi e quindi morbidi è ormai diventata una necessità inderogabile. Dal punto di vista dell’equilibrio, il particolare andamento climatico ha consentito una maturazione dei grappoli con un’elevata gradazione zuccherina e una sostenuta acidità, fatto davvero insolito visto che, di norma, ad un incremento della componente zuccherina si associa un calo spesso anche importante dell’acidità.

Dal punto di vista quantitativo si è trattato di un’annata tendenzialmente abbondante, con un carico di grappoli equilibrato per ceppo, simile, per chi ama i ricorsi storici, al 2004.

Un 2016 che si preannuncia straordinario anche per quanto sta avvenendo in cantina, avendo fatto registrare anche per Barbera e Nebbiolo una resa in mosto ottimale (segno di una giusta concentrazione e di equilibrio già a partire dall’acino), una fermentazione alcoolica lenta (resa possibile solo quando si ha una perfetta sanità della buccia e un elevato tenore zuccherino dei mosti), una grande estrazione di colore e tannino e, infine, un pronto avvio della fermentazione malolattica.

Sicuramente ci troviamo di fronte a un’annata tra le più grandi degli ultimi 30 anni, che sta dando vita a vini importanti, di grande struttura, vini che uniscono le caratteristiche positive delle due precedenti vendemmie: la freschezza e l’eleganza degli aromi del 2014 e la complessità e la struttura del 2015.

Giovanni Minetti
Tenuta Carretta CEO

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